L’affidamento dei minori
di Serio Carmela Angela -Psicologa specializzanda in Psicoterapia Familiare e sistemico- relazionale-
L’affidamento ha come principio la tutela del diritto del minore a crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia, intesa come risorsa primaria indispensabile per il suo benessere e la sua crescita psico-fisica.
La valutazione, da un punto di vista psicologico, viene focalizzata sulla condizione psicofisica del minore, sulla relazione di quest’ultimo con ciascuno dei genitori ed i rispettivi nuclei familiari di appartenenza, nonché sul profilo psicologico di personalità di ambedue i genitori.
In particolare, l’esame psicologico dei genitori è indicato in funzione dell’accertamento dell’idoneità genitoriale, attraverso colloqui individuali.
Non è sempre necessario somministrare tests di personalità, dal momento che si può benissimo compiere una valutazione di personalità delle parti attraverso una logica dell’ascolto.
L’idoneità genitoriale può implicare una valutazione della personalità, ma si fonda tendenzialmente, sull’articolazione delle differenti funzioni genitoriali di padre e madre.
La madre è portatrice delle cure e del soddisfacimento dei bisogni, da un punto di vista materiale e simbolico inteso come risposte alle domande d’amore; il padre, deve legare il desiderio con la legge, il che comporta l’umanizzazione del desiderio nell’ordine simbolico umano e la separazione della legge da ogni sua idealizzazione astratta.
In questa prospettiva si evince che, un elemento importante nella valutazione di idoneità genitoriale, è sicuramente dato dalla capacità di riconoscimento, da parte di ciascuno dei genitori al di là della loro conflittualità di coppia, delle funzioni specifiche che appartengono all’altro genitore.
La maggior frequenza di affidamento esclusivo alla madre può essere interpretata alla luce del ruolo e della funzione che essa gioca nelle età più precoci dell’infanzia. La sua funzione di primo altro della parola e del desiderio, che presentifica nella prima infanzia, ha un’incidenza basilare sulla stabilità della vita psico-affettiva futura del bambino, così come la mediazione che essa svolge tra i bisogni materiali del minore e le domande d’amore che non sono riconducibili ad essi. Tenendo conto, quindi, che nei casi di separazione è molto frequente un’età precoce del bambino, questo può spiegare l’altrettanto frequente prevalenza degli affidamenti alla madre.
La conflittualità che spesso accompagna le cause di affido dei minori può dare risultati di patologia psichica. Il tentativo di mediazione da parte di un professionista, è mirato a riportare i coniugi nel “qui ed ora” del problema abbandonando congetture ed influenze appartenenti al loro passato di coppia che nulla hanno a che vedere con il benessere psico-fisico del figlio. Inoltre occorre ridefinire in positivo il momento di crisi leggendolo non solo come qualcosa di estremamente invalidante, bensì come momento di crescita, di cambiamento finalizzato ad una nuova ridefinizione del ruolo genitoriale. La confusione si crea spesso in virtù del fatto che i coniugi in conflitto stanno cercando di gestire una nuova situazione utilizzando le stesse modalità del passato; a questo consegue un’insoddisfazione reciproca legata al fallimento delle loro comunicazioni. In sostanza entrambi i coniugi gridano il malessere, ma lo fanno deformandolo.
Si intuisce da quando sopra citato che l’intervento del professionista è soprattutto focalizzato sulle dinamiche comunicative dei coniugi. Un utile strumento per ottimizzare gli scambi comunicativi e per rendere produttiva l’interazione, ove le condizioni siano favorevoli, è la mediazione familiare.
Il processo di mediazione consta di un massimo di 12 sedute; le prime due si focalizzano sull’analisi della domanda e successivamente si prosegue con il protocollo. All’interno di questo processo si lavora sulla genitorialità nel tentativo di sciogliere i nodi conflittuali del “qui ed ora”. Lo sforzo maggiore dell’esperto è quello di conciliare gli scambi comunicativi rendendoli funzionali e facendo in modo che non si tergiversi su argomenti che non sono utili al procedimento di separazione dei coniugi o di eventuale affido del minore.
Dottoressa Carmela Serio